SAN GIROLAMO DELLA CARITÀ
ROMA
Photo by Moreno Maggi
Lighting Designer Marco Stignani,
Lighting Designer Luciano Stignani,
Lighting Designer Junior Chiara Giacchino,
Art Director Rossella Stignani
SAN GIROLAMO DELLA CARITÀ
ROMA
Nel dicembre 2024 siamo stati invitati dall’architetto Marco Rietti a partecipare alla gara per il nuovo impianto di illuminazione della chiesa di San Girolamo della Carità. L’incarico richiedeva lo sviluppo di una proposta integrata, comprensiva sia dell’impostazione progettuale architettonica sia della selezione dei partner illuminotecnici più idonei in termini di prestazioni, affidabilità e qualità percettiva del risultato finale.
A febbraio 2025 ci siamo aggiudicati la gara e abbiamo avviato le attività di progettazione, impostando fin dalle prime fasi un percorso orientato all’equilibrio tra valorizzazione architettonica, sostenibilità impiantistica, controllo visivo e ottimizzazione dei consumi.
IL LUOGO
La chiesa di San Girolamo della Carità sorse, secondo la tradizione, sull'area della casa ove il Santo dimorò nel 382. Passata nel XVI secolo ad una congregazione di carità, è legata al ricordo di San Filippo Neri, che vi fondò il suo Istituto e dal 1551 al 1583 dimorò in una casa accanto. La chiesa fu riedificata intorno al 1655 da Domenico Castelli. La facciata barocca, a due ordini, è di Carlo Rainaldi (1660). L'interno è a croce latina, con una sola navata centrale ed un ricco soffitto ligneo a cassettoni.
All’interno si trova la splendida Cappella Spada che fu progettata e realizzata con la collaborazione di Francesco Borromini, eccezionale opera d'arte dell'età barocca, con marmi policromi e pareti ad intarsio marmoreo.
Presso l'altare maggiore, di Carlo Rainaldi, è posta la Comunione di San Girolamo, copia del Camuccini dall'originale del Domenichino che si trova in Vaticano.
Sempre a sinistra troviamo la Cappella Antamoro (1708), unica opera romana di Filippo Juvarra, ornata dalla statua marmorea di San Filippo Neri di Pierre Legros. Sul lato destro della chiesa la Cappella Speziali con il crocifisso ligneo, nella quale san Filippo Neri celebrava la messa.
STATO DI FATTO
Dai primi sopralluoghi abbiamo rilevato la presenza di un impianto obsoleto, caratterizzato da apparecchi con tecnologie non più adeguate agli standard prestazionali richiesti in un contesto monumentale di tale livello. Erano infatti presenti sorgenti ad alogenuri metallici con resa cromatica insufficiente e dominanti cromatiche instabili, oltre a lampade alogene ormai fuori produzione. L’insieme risultava inoltre fortemente invasivo dal punto di vista percettivo, con apparecchi eccessivamente visibili e privi di un efficace controllo dell’abbagliamento.
Dall’analisi dei consumi è emersa una potenza installata complessiva stimabile in circa 8–9 kW, a fronte di livelli di illuminamento nella navata centrale prossimi ai 40 lux, valori non coerenti né con le esigenze liturgiche né con una corretta lettura architettonica e artistica degli spazi.
IL PROGETTO
Una delle prime criticità affrontate ha riguardato il reperimento delle piante e dei prospetti interni della chiesa, documentazione risultata incompleta e non sufficientemente affidabile per un corretto sviluppo del progetto illuminotecnico. Per questo motivo abbiamo deciso di procedere con una scansione 3D mediante drone fotografico, acquisendo l’intero rilievo della chiesa, della navata e delle cappelle laterali fino a quote di circa 12 metri.
Questa attività ci ha consentito di costruire una base geometrica precisa e affidabile, successivamente esportata in formati DWG e 3DS, indispensabili per la modellazione tridimensionale, i calcoli illuminotecnici e il corretto posizionamento degli apparecchi alle diverse quote di installazione.
Una volta ricostruito il modello tridimensionale del complesso, abbiamo presentato all’arch. Marco Rietti, responsabile del progetto, e a Don Michele Diaz, rettore della chiesa, diverse ipotesi di concept illuminotecnico, finalizzate a definire il miglior equilibrio tra valorizzazione artistica, leggibilità liturgica e sostenibilità economica dell’intervento. L’attenzione si è concentrata sul soffitto ligneo a cassettoni, sulla navata principale, sul presbiterio, sull’altare e sulle otto cappelle laterali, ciascuna con specifiche esigenze percettive e compositive.
Nel corso dello sviluppo progettuale è emersa la necessità di gestire un’elevata complessità di dettagli architettonici e artistici, affrontata attraverso soluzioni puntuali ad alta efficacia visiva. Definita la linea guida più coerente sia sotto il profilo architettonico sia sotto quello economico, abbiamo elaborato il progetto definitivo e successivamente quello esecutivo, sviluppando elaborati grafici in pianta, sezione e prospetto, corredati da schede tecniche di dettaglio e dal sistema di regolazione delle scenografie luminose mediante piattaforma Casambi per il controllo e la dimmerazione.
Alla fine di novembre 2025, in affiancamento all’impresa esecutrice, è stato avviato il cantiere per l’installazione degli apparecchi, con l’ausilio di un elevatore mobile necessario per operare alle quote più elevate e nelle aree più complesse, come l’altare e le cappelle laterali.
L’intervento è stato completato nei tempi previsti, consentendo la consegna della chiesa illuminata in occasione della funzione natalizia del 24 dicembre. Il risultato finale ha risposto pienamente agli obiettivi di qualità, precisione esecutiva e valorizzazione dell’intero complesso architettonico.
Nei due mesi successivi abbiamo completato la programmazione delle scene luminose, configurando quattro scenari base dedicati alle principali modalità di utilizzo della chiesa: funzioni celebrative, raccoglimento, matrimoni e visite guidate. Per queste ultime sono stati inoltre sviluppati scenari specifici per ogni singola cappella, così da garantire una lettura puntuale delle opere e un’esperienza di visita più chiara, ordinata e coinvolgente.
INFO TECNICHE
Per il progetto sono stati impiegati proiettori Forma Lighting in diverse potenze, da 4 W a 18 W per gli apparecchi spot, selezionati con un articolato set di distribuzioni fotometriche intercambiabili, tra cui Spot 12°, Flood 30°, Oval Flood, ottiche a luce asimmetrica e apparecchi a distribuzione simmetrica diffusa. Questa modularità ha consentito di calibrare con precisione il contributo luminoso in funzione delle differenti geometrie architettoniche e delle opere da valorizzare.
Tutti gli apparecchi installati adottano una temperatura di colore pari a 3000 K e un indice di resa cromatica superiore a CRI 97, parametro determinante per restituire con elevata fedeltà cromatica la matericità delle superfici, la qualità delle opere e la percezione complessiva dello spazio liturgico.
La Cappella Spada, la Cappella Antamoro e il grande organo hanno richiesto un approccio dedicato. In questi ambiti, pur mantenendo sempre un indice di resa cromatica pari a 97, abbiamo lavorato con temperature di colore comprese tra 2700 K e 4000 K, così da costruire contrasti controllati, gerarchie visive e una più efficace enfatizzazione dei valori plastici e decorativi.
Alcuni apparecchi sono stati richiesti in esecuzione speciale RAL e con doppio snodo, soluzione che ha consentito l’installazione sopra velette superiori, capitelli e aggetti architettonici, garantendo ampia flessibilità di orientamento dell’ottica. Questo accorgimento ha permesso di massimizzare l’occultamento visivo dei corpi illuminanti e, al contempo, di ottimizzare la distribuzione del flusso luminoso sulle superfici da valorizzare.
Gli apparecchi sono stati inoltre corredati di snoot antiabbagliamento, al fine di ridurre l’incidenza della luce diretta nel campo visivo e migliorare il comfort percettivo complessivo dell’ambiente.
A conclusione dell’intervento abbiamo rilevato una potenza complessiva installata, a pieno regime, pari a circa 3,2 kW. Il progetto ha quindi consentito non solo una sensibile riduzione dei consumi rispetto alla configurazione precedente, ma anche un deciso incremento della qualità percettiva e della valorizzazione architettonica e artistica della chiesa. Le scene luminose predefinite operano prevalentemente in regime di dimmerazione: si stimano consumi indicativi di circa 1 kW per gli scenari di raccoglimento e di circa 1,5 kW durante le visite guidate, mentre per la funzione celebrativa è richiesto il funzionamento quasi totale dell’impianto al 100%.






















